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La Città

Per i Turisti

Per i turisti (a cura della Pro loco Costa di Cusa)

Itinerario religioso - Campobello

Chiesa Addolorata

 

Il territorio di Campobello ha visto, nel corso dei secoli, la costruzione di numerosi edifici religiosi, molti dei quali ancora oggi conservati in  ottimo stato (fatta eccezione per la Chiesa di San Michele, crollata durante il terremoto del ‘68).

La Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria al Presepe e sita di fronte alla Villa Comunale, fu costruita nel 1825 e completata dopo diversi anni di lavori. La Chiesa ha un impianto a tre navate e custodisce al proprio interno un pregiato crocifisso, uno dei più importanti capolavori del celebre artista francescano Fra Umile da Petralia. Nel 1856, venne costruita un’artistica bara, nota come “la vara”, all’interno della quale è stato riposto il crocifisso; per il trasporto della vara in processione erano necessari, ai tempi, circa 60 persone, data la maestosità dell’opera e l’assenza di mezzi meccanici per il trasporto. L’altare maggiore della chiesa è dedicato a San Vito martire, patrono di Campobello, ricordato con una statua lignea del XVIII secolo rivestita da una preziosa lamina d’argento. Oltre alle splendide decorazioni in stile neoclassico che abbelliscono le navate, è possibile ammirare anche pregevoli e suggestivi squadri raffiguranti i santi, e momenti della vita di Gesù e della Madonna. Una statua di Maria Addolorata e una del Cristo morto deposto nella bara risalenti all’ ‘800 rendono la Chiesa di Santa Maria al Presepe (o Madonna della neve) una tappa obbligatoria per i visitatori.

Tra le altre chiese di Campobello vanno senz’altro ricordate la Chiesa di San Giovanni Battista, recentemente ristrutturata, la Chiesa di Maria SS. Dell’Eremita, tra le più antiche e oggi sconsacrata, e l’ex Chiesa dell’Addolorata, adibita a auditorium in seguito all’ultimo restauro.

 

Itinerario culturale – Campobello

Monumento più famoso di Campobello, nonché simbolo di questa cittadina, lOrologioa maestosa Torre dell’Orologio scandisce, dal 1877, la vita degli abitanti campobellesi. Alta venti metri, ha la base quadrata e quattro quadranti illuminabili a giorno, uno per ciascun lato. Il macchinario dell’orologio, costruito dai fratelli Solari di Pesariis (Udine), “il paese degli orologi”, funzionava in origine con una carica eseguita a mezzo di una leva,  collegata a quattro grossi rulli che avvolgevano una corda di canapa, alla cui estremità erano legati quattro pesanti blocchi di marmo. La carica durava 24 ore e metteva in funzione le lancette e i quattro martelli che suonavano le ore, i quarti, il mezzogiorno e la mezzanotte. Quasi un secolo dopo, l’antico macchinario è stato sostituito con uno più moderno, di tipo elettronico. Le campane sono ancora oggi le stesse che furono inserite durante la costruzione della Torre; la campana che suona le ore era stata presa dal Palazzo Reale di Palermo, mentre quella che suona i quarti era stata fusa a Campobello, nel 1874, da artisti di Burgio. Ancora oggi, in seguito a recenti lavori, è possibile sentire il rintocco delle campane della Torre dell’Orologio scandire i quarti e le ore.

L’antico Baglio Florio, posto all’entrata del parco archeologico delle Cave di Cusa, è attualmente sede del Museo della Civiltà contadina. Oltre al fascino di un edificio di valore, all’interno del Baglio è possibile ammirare pregiati oggetti d’epoca ormai in disuso che testimoniano la vita contadina delle famiglie campobellesi del primo ‘900.

 

 

Itinerario “Le torri di avvistamento e il faro” - Campobello, Tre Fontane e Torretta Granitola

Campobello è la città delle torri; tra le vie del paese e delle frazioni balneari si possono ammirare infatti svariati esempi di torri d’avvistamento risalenti a epoche diverse. La Torre Cusumano è probabilmente la più antica, risalendo al XV secolo; la Torre Pavone

Torre - Tre Fontane

a base quadrata e dotata di finestre ad arco, aperture e feritoie, fu eretta invece tra il XVIII e il XIX secolo per difendere i campi dagli assalti dei predoni.

 

Le torri di avvistamento delle frazioni balneari di Tre Fontane e Torretta Granitola sono il retaggio storico del periodo delle invasioni turche e dei corsari musulmani, i saraceni. Proprio la torre di Tre Fontane è oggi conosciuta come Torre dei Saraceni e fu costruita nel 1600 per volere del viceré. La torre ha base quadrata, era alta 20 metri ed era composta da due piani affinché ben 8 uomini di guardia potessero custodirvi all’interno armi e provviste. Attualmente la Torre dei Saraceni di Tre Fontane continua a sovrastare la spiaggia in corrispondenza della piazza centrale della frazione. Delle altre torri che costituivano l’antico sistema difensivo locale, si possono ancora ammirare le due torri di Torretta Granitola, in buono stato di conservazione.

Alle suggestive torri di Torretta Granitola, si affianca poi il possente faro il quale, dal 1862, illumina per tre secondi ogni sette le notti torrettesi dall’alto dei suoi 38 metri e 153 interminabili gradini (coprendo una distanza di 23 miglia marine).

 Faro

TIPICITÀ DEL COMUNE

  • L’oliva Nocellara del Belice è la regina delle campagne campobellesi, quasi del tutto coltivate a ulivi secolari. Fornita di doppia certificazione DOP, la cultivar Nocellara del Belice garantisce un’ottima oliva da mensa, carnosa e gustosa, e un pregiato olio dal sapore intenso e corposo.
  • Cassateddi, pasticciotti e chinu, ovvero deliziosi dolci natalizi ripieni di composte (fichi, mele cotogne, zuccata), miele, mandorle e ricoperte da un tripudio di glassa e zuccherini o diavoletti colorati, sono una tipicità che non manca mai sulle tavole campobellesi durante il periodo natalizio.
  • Come da tradizione, il “campanaro" di Campobello viene gustato ogni anno in occasione della Pasqua. Le sontuose forme che ricordano colombe, campane, cestini, cuori e ghirlande, sormontate dall’uovo tinto di rosso, permeano di religiosità un momento di dolcezza da trascorrere in famiglia.

 

 

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